Trade Game presenta la sua lettura sulla Ministeriale della Wto a Bali

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Some people do not see international trade favourably: here a child protests against the WTO in Jakarta. (Photo credit: Wikipedia)

In occasione della convocazione, da parte del Ministero dello Sviluppo economico, della una Riunione di coordinamento sul negoziato multilaterale dell’Agenda di Doha (DDA), richiesta qualche mese fa con una lettera pubblica, l’Osservatorio italiano sul commercio internazionale Trade Game presenta una nota con la sua lettura e le sue priorità verso la prossima Ministeriale della Wto che si terrà a Bali, in Indonesia, dal 3 al 6 dicembre prossimi. “Soprattutto a fronte del proliferare di negoziati commerciali scarsamente trasparenti in sede plurilaterale e bilaterale – spiegano CGIL, ARCS/ARCI, Fairwatch e Legambiente – , sentiamo l’esigenza di uno spazio stabile di dialogo trasparente e continuo sui mandati e i risultati negoziali, per costruire una prospettiva di impatti e implicazioni nel merito più ampia e inclusiva. In particolare, riterremo quantomai opportune informazione e consultazione di tutti i soggetti della società civile in merito al negoziato TTIP tra UE e USA”.

Tra i punti più importanti sui quali Trade Game pone l’accento, tre sono le necessarie modifiche di paradigma che vengono proposte nel documento:

“Crediamo in una cittadinanza globale in cui le economie sono diversificate e integrano tutti i settori garantendo in primo luogo le esigenze locali delle persone e la salute dell’ecosistema. L’idea che ciascun Paese debba specializzarsi in ciò che può fare meglio in base al proprio “vantaggio comparato” crea solo economie atrofizzate”.

“Per uscire dalla crisi insieme chiediamo a chi negozia per nostro conto di rinunciare all’approccio ideologico sulle virtù salvifiche del libero commercio e del libero mercato, per guadagnare una giustizia economica i cui pilastri siano la piena occupazione, la ridistribuzione della ricchezza e il recupero del controllo democratico sui settori vitali della nostra economia, al fine di servire meglio le persone, promuovere i loro diritti e preservare l’ecosistema”.

“Ci sono alternative sostenibili al libero scambio e alla dipendenza dai mercati internazionali. Chiediamo che venga garantito a tutti lo spazio politico necessario a praticarle, a Nord e a Sud”.

In allegato il testo completo TG Mise1113doc

Cotton trade: The road not taken

In preparazione della Ministeriale della WTO di Bali (Dicembre 2013), si ricomincia a parlare di cotone e volano le promesse per i Paesi più poveri. Uno sguardo disincantato dall’Africa ci racconta successi e insuccessi dell’iniziativa lanciata a Doha

ECO-opia

By Adam Sneyd     

Africa’s cotton producers need to re-think their approach to trade inequalities, with compensation mechanisms through the WTO – such as those offered by the US to Brazil – offering a positive route

Ten years ago, several of Africa’s leading cotton exporting countries took an historic stand against protectionism at the World Trade Organisation. Evidence had mounted that lavish cotton subsidy systems in the US and Europe were undermining the livelihoods of Africa’s cotton farmers. Leading research indicated that these subsidies had induced a global cotton supply glut. Faced with low world prices, African exporters took action.

Their strategy differed significantly from Brazil’s depression-era approach to capturing higher export prices for coffee. Cotton-dependent governments in Africa did not conspire to burn, bury or otherwise ‘disappear’ their crop. They also did not take Brazil’s contemporary approach to addressing the cotton problem. Instead of initiating a trade dispute…

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