Global Unions: le priorità verso la Ministeriale di Bali

WTO Public Forum 2010

WTO Public Forum 2010 (Photo credit: World Trade Organization)

Sulla scia dell’attuale crisi economica, provocata in gran parte dalle stesse forze di deregolamentazione che promuovono la liberalizzazione del commercio, secondo le Global Unions, “la comunità internazionale ha ora una possibilità reale di ripensare le regole e gli accordi commerciali esistenti”.
In preparazione della Ministeriale della Wto a Bali I sindacati internazionali, in un documento di posizione appena pubblicato, spiegano che “gli accordi dell’Organizzazione Mondiale del Commercio hanno avuto un impatto negativo sugli agricoltori e i lavoratori e hanno ridotto lo spazio politico e normativo necessario alla promozione attiva sia di posti di lavoro dignitosi che di servizi pubblici di qualità”.

Tuttavia, un nuovo sistema commerciale multilaterale “può contribuire alla ripresa economica e alla risoluzione di altre crisi, benché tali contributi non siano né di per sé intrinseci né automatici. Solo regole commerciali equilibrate e inclusive possono contribuire a ridurre le disuguaglianze dei redditi, a rallentare i cambiamenti climatici e ad eliminare la povertà”.

Qui di seguito tutto il documento Global Unions-Bali

L’Osservatorio Trade Game chiede al viceministro Calenda la riattivazione del Tavolo istituzionale sui negoziati commerciali

Lo stallo dei negoziati multilaterali, l’imminenza di una nuova ministeriale WTO a Bali, e l’intensificarsi degli incontri istituzionali su tavoli di portata geopolitica inedita come il Transatlantic Trade and Investment Partnership tra Ue-Usa (TTIP), ma anche di negoziati plurilaterali come il Trade in Services Agreement (TISA), hanno spinto l’Osservatorio Trade Game a scrivere al viceministro allo sviluppo economico calenda per chiedere la riattivazione del Tavolo di confronto con la società civile sui negoziati commerciali inaugurato presso il MISE dopo la ministeriale della WTO di Seattle, in vista dell’appuntamento di Cancun del 2003, e da un paio d’anni non più riconvocato.

“Ci preoccupa – hanno scritto le organizzazioni firmatarie – infatti, l’assenza di un dialogo trasparente e continuo sui mandati e risultati negoziali – dovuta in parte alla tecnicalità ma anche alla segretezza dei testi in discussione – che ci impedisce di offrire una prospettiva di impatti e implicazioni nel merito più ampia e inclusiva rispetto ai soli attori imprenditoriali nazionali, che, al contrario, a quanto si apprende, sono stati convocati a confronto, ad esempio sui negoziati USA-UE e invitati formalmente ad esprimere osservazioni e proposte in un apposito incontro convocato presso il MISE nel giugno scorso”.

Il testo della lettera: FTletteraistituzionale031013

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L’Europa trova i soldi per aiutare il commercio. L’Italia no

Europa in het nauw

Europa nella bufera

L’Europa, nonostante la crisi che colpisce numerosi suoi Paesi membri, si conferma il principale sostenitore globale del programma di Aiuti al Commercio promosso da Ocse e Wto, di cui l’8 luglio scorso sono stati presentati i risultati a Ginevra. I dati contenuti nel Rapporto Aid for trade at a Glance 2013 mostrano, infatti, che l’Europa ha destinato all’Aid for trade 9,5 miliardi di dollari, cioe’ il 32% dell’ammontare globale.
I commissari europei allo sviluppo, Andris Piebalgs, e al commercio, Karel De Gucht, presenti a Ginevra al lancio dei dati, sottolineano che ”dal 2008 l’Europa e’ il principale donatore di fondi per la facilitazione al commercio, assicurando da sola il 59% dei fondi, mentre gli impegni rispetto all’assistenza al commercio e’ cresciuta del 7,9% nel 2011 rispetto alla rilevazione precedente (2002-2005), raggiungendo i 2,8 miliardi di dollari, rispetto ad un obiettivo d’impegno di 2 miliardi”. Continue reading

Gli Aiuti al Commercio non calano: parola di OCSE e WTO

World Trade Organization

World Trade Organization (Photo credit: Wikipedia)

I Paesi donatori dell’area Ocse, quelli che tradizionalmente hanno assicurato ai Paesi piu’ poveri il grosso degli Aiuti pubblici allo sviluppo (Aps), sono colpiti dalla crisi e riducono i loro stanziamenti. Tuttavia l’Aiuto al commercio (Aid for trade) tiene e vede l’emergere di nuovi attori: la cooperazione Sud-Sud e quella sostenuta dal settore privato. E’ il quadro tracciato dal Rapporto di valutazione degli aiuti al commercio ”Aid for trade at a glance 2013” condotto congiuntamente da Ocse e Wto e presentato l’8 luglio a Ginevra, dove per tre giorni, presso la sede dell’Organizzazione mondiale del commercio, Paesi membri ed esperti si sono confrontati sul monitoraggio che ha coinvolto 80 Paesi in via di sviluppo, 28 donatori bilaterali, 15 multilaterali e 9 sostenitori Sud-Sud.
Il rapporto, dedicato quest’anno alle connessioni con le filiere globali, coinvolge anche Continue reading

Cotton trade: The road not taken

In preparazione della Ministeriale della WTO di Bali (Dicembre 2013), si ricomincia a parlare di cotone e volano le promesse per i Paesi più poveri. Uno sguardo disincantato dall’Africa ci racconta successi e insuccessi dell’iniziativa lanciata a Doha

ECO-opia

By Adam Sneyd     

Africa’s cotton producers need to re-think their approach to trade inequalities, with compensation mechanisms through the WTO – such as those offered by the US to Brazil – offering a positive route

Ten years ago, several of Africa’s leading cotton exporting countries took an historic stand against protectionism at the World Trade Organisation. Evidence had mounted that lavish cotton subsidy systems in the US and Europe were undermining the livelihoods of Africa’s cotton farmers. Leading research indicated that these subsidies had induced a global cotton supply glut. Faced with low world prices, African exporters took action.

Their strategy differed significantly from Brazil’s depression-era approach to capturing higher export prices for coffee. Cotton-dependent governments in Africa did not conspire to burn, bury or otherwise ‘disappear’ their crop. They also did not take Brazil’s contemporary approach to addressing the cotton problem. Instead of initiating a trade dispute…

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Trade Game: un seminario a Roma per formarsi e presentarsi

Si è svolto a Roma, nella giornata di martedì 11 giugno,  l’annunciato seminario di presentazione dell’ “Osservatorio sul  commercio internazionale TRADE GAME: il commercio non è un gioco”, promosso dalla CGIL insieme ad ARCS-ARCI, FairWatch e Legambiente e già  “lanciato” con un’iniziativa nel corso del recente Forum Sociale  Mondiale di Tunisi.

I trattati commerciali sono oggi negoziati a livello europeo e questo  aumenta la mancanza di informazione, trasparenza, coinvolgimento  democratico, nonostante un nuovo ruolo più attivo assegnato al  Parlamento Europeo dal Trattato di Lisbona.

Lo stallo del negoziato di Doha in seno alla Organizzazione  Internazionale del Commercio (OMC-WTO) sta portando ad una  moltiplicazione di Trattati di Libero Scambio bilaterali, tra l’Europa e  diversi paesi o gruppi regionali di Paesi.

L’Osservatorio seguirà e informerà su tutti questi negoziati e questi trattati, ma si concentrerà particolarmente sul TTIP tra Unione Europea e Usa,  che per la sua importanza politica ed economica mira a cambiare tutte  le regole del gioco a livello globale; sui trattati con i paesi  dell’area Mediterranea (Marocco, Tunisia, Giordania ed Egitto); sul monitoraggio del capitolo “sostenibilità” previsto nell’accordo di libero scambio con la Corea del Sud.

Leggi il report dell’iniziativa, sul sito della CGIL